IL VANTONE DI PIER PAOLO PASOLINI

La ‘traslazione ‘ di Pier Paolo Pasolini del Miles gloriosus  di Plauto in un romanesco ritmato in settenari doppi, rimati, sotto il segno di Molière,  è del 1963.

È lo stesso Pasolini che ci svela il senso profondo della sua operazione: ”Qualcosa di vagamente plebeo, capace di dar luogo a uno scambio altrettanto intenso, ammiccante e dialogante, tra testo e pubblico, mi pareva di poterlo individuare forse soltanto nell’avanspettacolo. […] Anche il dialetto da me introdotto, integro e contaminato, ha quel sapore. Sa più di palcoscenico che di trivio. Anche la rima, da me inaspettatamente, credo, riassunta, vuole avere quel tono basso, pirotecnico. Il nobilissimo volgare insomma, contagiato dalla volgarità direi fisiologica del capocomico…della soubrette”. 

Per tradurre il testo classico latino, è stato necessario, per Pasolini, individuare una struttura di base. È per questo che egli, nella nota introduttiva, definisce il suo lavoro ‘traslazione’ e non traduzione, operazione mediante la quale è stato possibile estrarre l’anima plautina dalla lingua in cui era chiusa, per trasferirla in un’altra, in un corpo che vive e parla. 

Questa messa in scena del Vantone, volutamente “povera” e spoglia,  i cui interpreti sono giovani alcuni dei quali alla  prima esperienza professionale, è giocata sul versante di una parola ormai deprivata dell’autenticità e della vitalità degli anni di composizione pasoliniani, agìta da corpi anch’essi de-vitalizzati, ruotanti come pianeti opachi attorno al sole nero della Finzione e dell’Inganno.

Il mondo dell’avanspettacolo è uno sbiadito ricordo e il romanesco tanto amato da Pasolini è stato cancellato dall’omologazione ormai globalizzata. La scena, nella sua nudità, testimonia la “desolazione” che si nasconde dietro i simulacri del nostro universo bassamente “spettacolare”. Ma è anche uno spazio irriducibile di resistenza umana, (ahimé!) sempre più “inutile” e “solitaria”.

                                                                                                              Amedeo di Sora


Martedì 12 Dicembre ore 20:45 -  Cinema Teatro Arci FROSINONE (Intero 10€ - Ridotto 7€)

 

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